PROGETTI ARCHITETTI FAMOSI | Villa Savoye di Le Corbusier: piante, prospetti e sezioni


Villa Savoye, situata a Poissy in Francia, è un autentico monumento nazionale e manifesto dell’architettura moderna, in particolare della corrente razionalista. Fu progettata dall’architetto Le Corbusier e costruita tra il 1928 e il 1931 per Pierre Savoye, amministratore di una compagnia di assicurazioni e per la sua famiglia. Dopo anni di abbandono la villa è stata restaurata ed è ormai aperta al pubblico.

E’ il manifesto dei cinque punti della nuova architettura formulati nel 1927 da Le Corbusier per teorizzare i principi fondamentali del Movimento Moderno: i pilastri, le terrazze giardino, la pianta libera, la finestra a nastro, la facciata libera.

1. I Pilotis (piloni o pilastri) sostituiscono i tradizionali setti in muratura che penetravano fin dentro il terreno. L’edificio è retto così da alti piloni puntiformi, di cemento armato che elevano la costruzione separandola dal terreno e dall’umidità. L’area ora disponibile viene utilizzata come giardino, garage o se in città per far passare strade.

2. Il Tetto-giardino (tetto a terrazza) restituisce all’uomo il verde, che non è solo sotto l’edificio ma anche e soprattutto sopra. Tra i giunti delle lastre di copertura viene messo il terreno e seminati erba e piante, che hanno una funzione coibente nei confronti dei piani inferiori e rendono lussureggiante e vivibile il tetto, dove si può realizzare anche una piscina. Il tetto giardino è un concetto realizzabile anche grazie all’uso del calcestruzzo armato: questo materiale rende infatti possibile la costruzione di solai particolarmente resistenti in quanto resiste alla cosiddetta trazione, generata dalla flessione delle strutture (gravate del peso proprio e di quanto vi viene appoggiato), molto meglio dei precedenti sistemi volti a realizzare piani orizzontali.

3. La pianta libera è resa possibile dalla creazione di uno scheletro portante in cemento armato che elimina la funzione delle murature portanti tradizionali, permettendo all’architetto di costruire l’abitazione in tutta libertà e disponendo le pareti a piacimento con il risultato di una maggiore flessibilità e apertura degli spazi interni.

4. La facciata libera è una derivazione anch’essa dello scheletro portante in calcestruzzo armato. Consiste nella libertà di creare facciate non più costituite di murature aventi funzioni strutturali, ma semplicemente da una serie di elementi orizzontali e verticali i cui vuoti possono essere tamponati a piacimento, sia con pareti isolanti che con infissi trasparenti.

5. La finestra a nastro è un’altra grande innovazione permessa dal calcestruzzo armato, grazie al quale la facciata può essere tagliata in tutta la sua lunghezza da una finestra che ne occupa la superficie desiderata, permettendo una straordinaria illuminazione degli interni ed un contatto più diretto con l’esterno.

Osservando la villa la luce è in ogni punto; la circolazione fornisce impressioni architettoniche assolutamente nuove per l’epoca.

La planimetria della casa è organizzata ai piani superiori in due zone disposte ad L intorno alla rampa centrale di distribuzione verticale. La prima zona è costituita dal soggiorno pranzo e dal giardino in stretto rapporto grazie all’ampia parete vetrata scorrevole del soggiorno: il giardino diventa così, nelle calde giornate di sole, un unico spazio, in parte aperto in parte coperto. In posizione speculare sono organizzati i restanti ambienti della casa: l’appartamento dei coniugi (che in un primo progetto si trovava al piano superiore) disimpegnato in modo autonomo rispetto agli altri ambienti, la camera del figlio, la camera degli ospiti, l’ufficio, il pranzo, la cucina e la hall di distribuzione. Al piano superiore, raggiungibile dalla rampa si trova invece il solarium.

Quanto al rapporto con l’ambiente, Le Corbusier scrive: “La casa si poserà nel mezzo dell’erba come un oggetto”. Tuttavia, se la scarna volumetria e questo distaccato rapporto con la natura – frutto entrambi di una poetica figurativa e d’un programma comune a tutto il razionalismo e all’arte astratta – rientrano indubbiamente nell’intenzionalità dell’autore, alcuni aspetti particolari dell’opera trasformano ed arricchiscono i suoi lati schematici e programmatici. Per esempio le quattro facce non sono, come sembrano, tutte uguali fra loro.

NOTE SULL’AUTORE – Le Corbusier, pseudonimo di Charles-Edouard Jeanneret-Gris (La Chaux-de-Fonds, 6 ottobre 1887 – Roquebrune-Cap-Martin, 27 agosto 1965), è stato un architetto, urbanista, pittore e designer svizzero naturalizzato francese. Viene ricordato – assieme a Ludwig Mies van der Rohe, Walter Gropius, Frank Lloyd Wright e Alvar Aalto – come maestro del Movimento Moderno. Pioniere nell’uso del calcestruzzo armato per l’architettura, è stato anche uno dei padri dell’urbanistica contemporanea. Membro fondatore dei Congrès Internationaux d’Architecture moderne, fuse l’architettura con i bisogni sociali dell’uomo medio, rivelandosi geniale pensatore della realtà del suo tempo.

Fonti:
– http://www.soniapiazzini.it/archiblog_art.php?id_news=1026143000
– http://it.wikipedia.org/wiki/Villa_Savoye
– http://it.wikipedia.org/wiki/Le_Corbusier
– http://farm1.staticflickr.com/154/340023678_a96122c7bb_o.jpg
-http://4.bp.blogspot.com/_4uoiUD1V_k4/TDSvNpZPIFI/AAAAAAAAAGU/6ep2GAwkmMk/s1600/villa_savoye_2d_z


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